Museo Revoltella Trieste.

 

Il Museo Revoltella di Trieste, elegante residenza urbana in stile rinascimentale, fu edificata tra il 1854 e il 1858, su progetto del berlinese F. Hitzig, allievo di Schinkel, per volere del barone Pasquale Revoltella, che alla sua morte (1869) la destinò a museo e la lasciò alla città.

All’interno, il museo Revoltella, è caratterizzato da uno scenografico scalone elicoidale che collega i tre piani, conserva gli arredi e le decorazioni originali (pavimenti intarsiati, soffitti dipinti, rivestimenti in stucco), oltre ad una cospicua collezione d’arte (gruppi marmorei dei Magni, scene storiche, paesaggi e ritratti della prima metà dell’Ottocento).

 

In questo secolo il museo Revoltella si è sviluppato nell’attiguo Palazzo Brunner che oggi ospita una delle più importanti collezioni d’arte moderna d’Italia (opere di Hayez, Fattori, De Nittis, Morelli, Palazzi, Nono, Favretto, Bistolfi, Previati, von Stuck, Morandi, Fontana, ecc.).

Al sesto piano che, con le sue vetrate panoramiche sulla città e sul mare e l’illuminazione dall’alto, costituisce uno dei punti in cui è maggiormente rispettato il progetto di Carlo Scarpa, sono raccolte alcune delle opere più rappresentative della sezione dedicata al secondo Novecento italiano.
Quasi tutti i pezzi esposti sono stati acquistati alle Biennali dal 1948 al 1968, continuando una tradizione iniziata con la nascita dell’esposizione veneziana.   Manzù , Marino Marini, Alberto Viani, Emilio Greco,Giuseppe Zigaina, Renato Guttuso, Fausto Pirandello e Domenico Cantatore. Ben rappresentato è anche il gruppo dei pittori aderenti al “gruppo degli Otto” astratto-concreti (Afro, Corpora, Moreni, Santomaso, Morlotti, Vedova, Birolli e Turcato) presentati alla Biennale di Venezia del 1952 dal critico Lionello Venturi. Di questi artisti il Museo Revoltella possiede opere di notevole interesse, esclusi Birolli e Turcato che non figurano nella raccolta. Alla corrente Informale, invece, che coincide con il definitivo superamento dell’idea tradizionale di pittura, si possono ricondurre le opere di Scanavino , Capogrossi e Burri , mentre lo spazialismo è documentato dalla presenza di Lucio Fontana e Mario De Luigi . Piuttosto numerose le opere di scultura con nomi di notevole interesse come Arnaldo Pomodoro, Augusto Perez, Quinto Ghermandi, oltre a quelle dei fratelli Basaldella.

www.museorevoltella.it